
Guerre, furori sacri, incuria, rivalità tra scuole filosofiche, bigottismo, razzismo: i lati peggiori dell’umanità e della convivenza civile sono quelli che portano a distruggere i libri, quando non gli uomini.
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Il saggio mi è piaciuto, anche se l'eccesivo dilungarsi su elenchi di cifre non gioca a suo favore; l'argomento però suscita per forza di cose l'interesse bibliofilo. Bàez si sofferma anche sull'attuale occupazione dell'Iraq, sia in apertura che in chiusura del saggio, per portarla a esempio dei danni dell'incuria, spesso peggiore di un rogo nella distruzione culturale.
Come "controcanto" vorrei consigliare caldamente la lettura de "La bibliotecaria di Bassora", un fumetto (oggi si chiamano graphic novel, vabeh) di Mark Stamaty che racconta la storia vera dell'eroismo di una bibliotecaria e della gente del suo quartiere: all'avvicinarsi della catastrofe, hanno cominciato a svuotare la biblioteca, troppo esposta al fuoco nemico e ai saccheggi, e a trasferire i libri e i manoscritti nelle case, nelle soffitte, nelle cantine. Hanno salvato più di 40.000 volumi, con la sola forza delle braccia e spesso a rischio della vita. È una storia incredibile e una lettura commovente.

Molto più semplice controbattere con critiche sensate, o ignorare i libri che non siano degni di questo nome, o boicottare parole o atteggiamenti faziosi e ignoranti, indegni di essere messi su carta.
Sono scontata? Allora perché il Mein Kampf si vende ancora?
(Italo Svevo)
Se siete poeti e volete cimentarvi con l'horror... o se siete horroristi e avete voglia di tentare la via della poesia... In entrambi i casi, il concorso indetto dal portale scheletri.com potrebbe fare al caso vostro!
Il concorso OrrorinVersi, infatti, è dedicato a elaborati poetici di genere horror, con scadenza 31/05, un limite di 333 battute per elaborato e di un solo elaborato per ogni autore.
Il bando lo trovate qui, per il resto... Intingete la penna nel calamaio delle vostre paure (oggi mi sento poetessa anch'io) e fatevi sotto!
Della guerriglia urbana paventata dai media a proposito della manifestazione anti-israeliana nessuna traccia, solo tante persone interessate ai libri, alla letteratura e al quesito ancestrale della Fiera: la bellezza ci salverà?
Possibile (ma anche no).
A presto :-)
(Elio Vittorini)
PostScriptum
In questi giorni siamo occupate con i preparativi per la Fiera del Libro di Torino e non abbiamo avuto molto tempo per aggiornare il blog. Spero comprenderete e ci perdonerete per la temporanea latitanza... Stiamo lavorando per voi! :-P
Da un po' infuriano le polemiche sulla decisione di dedicare l'edizione 2008 della Fiera del LIbro di Torino a Israele.
Molte persone ignorano, o vogliono ignorare, la condotta discutibile di uno stato che non ha mai esitato a commettere crimini contro l'umanità e la democrazia che afferma di difendere. Vero anche, però, che a Torino sono stati invitati intellettuali che hanno sempre criticato la politica di Israele, e chiudersi nei confronti di un parere basandosi solo sulla nazionalità di chi lo esprime è una forma di razzismo anche quella.
Parallelamente alla fiera, ci saranno eventi e tavole rotonde sul problema palestinese promosse dal Forum per la Palestina e da movimenti che intendono contrapporre visioni differenti da quella dominante. Probabilmente ci saranno manifestazioni di protesta, contestazioni e boicottaggi... e BEN VENGANO! Sono ancora convinta di vivere in una nazione democratica dove la protesta è un'espressione di libertà, non di oscurantismo né di tirannia, come vorrebbero farci credere i soliti noti, più tiranni di tutti gli altri messi insieme.
Noi saremo in fiera, ma non ce la prenderemo certo con chi esprimerà il proprio parere (a meno che qualcuno voglia impedirci di entrare, nel qual caso gli passo sopra :-P), di qualunque schieramento sia. L'invito a Israele può essere un'occasione per riaprire la questione dell'occupazione e riparlarne seriamente , un po' come sta accadendo per il Tibet nelle olimpiadi di Pechino.
Voi che ne pensate?
UPDATE: linko alcuni pareri interessanti:
da Agenziaradicale.com. Lettera aperta dell'Associazione "Arabi Democratici Liberali" : alcuni intellettuali arabi criticano il boicottaggio alla Fiera
da NazioneIndiana.com : Intervista a Benny Ziffer, caporeddattore del supplemento letterario del quotidiano israeliano Haaretz (dove scrive anche Amira Hass). Ziffer ha promosso il boicottaggio degli scrittori israeliani al Salon du livre di Parigi e in questa intervista parla anche di letteratura.
Anche questo parere da lOccidentale.it mi sembra interessante, non lo condivido al cento per cento ma l'ho trovato fonte di riflessione anche riguardo l'atteggiamento italiano verso certe questioni.
In Blogosfere-cultura un assaggio del dibattito tra scrittori nostrani.
Una mappa sociologica del crimine con libri sui grandi casi regione per regione. E' il contenuto di una nuova collana della Mursia. 'Gialli italiani irrisolti', diretta da Gabriele Moroni, comincera' con i delitti lombardi e toscani. Secondo Moroni, 'il movente economico, la contesa per la 'roba', e' una costante di molti gialli lombardi, mentre passione e mistero prevalgono nei delitti toscani, che nascondono spesso torbidi retroscena'.

Notizia interessante... la Mursia ha già in catalogo romanzi gialli e noir (ne abbiamo recensito uno anche noi). A un'occhiata sul sito, i romanzi di genere sono però inseriti in collane più generali, come quella dei "Romanzi Mursia".
Una collana dedicata conferma il successo del giallo-noir nelle letture degli italiani e la vitalità del genere, alimentata purtroppo dalla cronaca che ci fornisce sempre nuovi spunti. La ripartizione regionale mi sembra molto interessante: spero che Moroni darà davvero spazio, oltre che alla qualità della scrittura, anche al fattore sociologico, e poco o pochissimo al morboso che, anche se può essere una componente importante del genere noir, applicata a casi di cronaca può sfociare nel cattivo gusto e nell'insensibilità.
Per finire un PS: capisco che chi scrive i comunicati stampa non debba per forza essere un luminare, ma ci vuole tanto a mettere gli accenti giusti al posto degli apostrofi? E' al posto di È (ricorre anche in minuscolo, e' ) purtroppo è un errore comune, ma comincera' è francamente orribile. No, così, lo so che sono una tigna, ma i tasti ci sono, perché non usarli?
Tuttavia, è anche un genere che ha un gran seguito di lettori e di autori (o meglio, quasi sempre autrici); volevo perciò segnalare un sito interamente dedicato al romanzo rosa e ai suoi appassionati, Romanzi Rosa Homage, che raccoglie e mette a disposizione degli utenti titoli, informazioni, curiosità e una mailing list.
Il sito è utile per aggiornarsi sulle nuove uscite, informarsi su quelle già sul mercato e farsi un'idea più precisa di cosa sia questo genere.
Colgo l'occasione per augurare a tutti un buon weekend, divertitevi e speriamo che il tempo sia splendido!
Sinceramente, le due cose non vanno PROPRIO di pari passo. La mia opinione riguardo il diritto d'autore dovrebbe essere nota, non è un concetto sbagliato in sé, ma l'uso/abuso che se ne fa è scandaloso e il mio invito è sempre quello: smettere di comprare libri.
Nel comunicato dell'iniziativa si parla anche di natura, ma in modo abbastanza vago, come è anche normale che sia data la vastità dell'iniziativa. Non sarebbe stato male, però, un accenno agli ebook e soprattutto all'apertura e alla condivisione delle conoscenze, un elemento che forse va contro il diritto d'autore, ma a tutto vantaggio della cultura.
Di giornate, anni, mesi e ricorrenze dedicate a scopi benefici ce ne sono a palate, ma senza il coraggio di scendere nel concreto e di promuovere un dibattito queste iniziative rischiano di svuotarsi.



