fogli e portafogli
posted by Studio83 @ 13:57 - martedì, 30 ottobre 2007

In questi giorni, la blogosfera bibliofila ospita un dibattito molto interessante (e acceso) riguardante le varie forme di letteratura e il loro rapporto con il mercato librario. Un fulcro della discussione è l'atteggiamento e il ruolo che gli esordienti hanno in questo ambiente difficilissimo popolato di fabbrizzicorona, sia lettori, sia scrittori e stampatori.

Tutto cominciò con Aldo Moscatelli, e un post al vetriolo contro certi concorsi letterari vagamente truffaldini, e contro chi non vede l'ora di farsi truffare pur di avere "la quarta di copertina di celebrità" (come boutade non so quanto sia riuscita...mah). Le blogger Laura e Lory hanno rincarato la dose  chiedendosi ragione dei comportamenti di certi autori emergenti. Si sono pronunciati in tanti, e il "Mosca" ha chiuso il cerchio con un post semiserio sull'editoria, nel quale commenta i commenti (noi ci siamo portate avanti e lo abbiamo pure intervistato, tie'!)

A me prudevano le mani, mi sono letta tutto, ho aperto millemila popup per commentare anch'io... ma poi mi venivano cose lunghissime, ridondanti, i classici commenti che si saltano a pie' pari. Piuttosto che intasare gli spazi altrui (ma prima o poi un commento umano mi uscirà, non mi arrendo), ho preferito scriverci direttamente un post, che se è un siluro uno può sempre cliccare sul crocino e chiuderlo, piuttosto che slogarsi il medio a furia di scrolling.

Nei blog si parla tantissimo di editoria e scrittura. L'università sta recuperando anni di ritardo, e fioriscono gli studi accademici sull'editoria, sulla sua nascita, sui suoi perchè (consiglio a tutti di leggere i lavori dei proff. Ferretti, Cadioli, Spinazzola, Turi, che mettono ordine in un argomento intricatissimo e forniscono validi strumenti di critica). Le stamperie on demand e le case editrici che richiedono un contributo agli autori fioriscono. Ogni anno escono sul mercato migliaia di novità. Ogni anno la percentuale di lettori cala.

Al di là degli arricciamenti di naso verso scrittorucoli miliardari (ma non citiamone sempre e solo uno, altrimenti ne facciamo un paradigma, quando in realtà è solo un clone), secondo me qui siamo di fronte a una questione sociale che coinvolge tutte le parti in causa, ma che non è esclusiva dell'editoria. Dalla rivoluzione industriale di metà Ottocento, che ha gradualmente allargato i confini del "mercato" fino a giungere a quello di massa, la nostra società ha assistito a una generale alfabetizzazione, a allo stesso tempo a una generale monetizzazione di tutto quello che ci circonda (tra un po' sarà la volta dell'aria, con l'acqua ci stanno già provando).

Anche quando entriamo in libreria, non siamo cercati e interpellati come lettori, ma come consumatori. Il nostro portafoglio, non la nostra istruzione, fa differenza per gli editori moderni: per TUTTI gli editori moderni, solo che c'è chi tenta di conciliare cultura e impresa, chi mette su un'impresa per amore della cultura, e chi se se fotte:  vende libri come vende pezzi di pizza, conti in banca, vacanze, assicurazioni (sì, avete capito... è sempre lui).  La casa editrice è un'azienda  (almeno finchè la politica non si deciderà a promuovere illibro dal rango di merce a quello di bene... seeeee!) ,  e anche qui la vincono atteggiamenti imprenditoriali. Però ricordiamocelo sempre: i colossi editoriali di oggi si sono creati in base a congiunture favorevoli, non per meriti letterari o perchè i lettori li hanno premiati, ma grazie a concentrazioni di capitale extra editoriale - e adesso comandano loro. Secondo me dovremmo tenerlo sempre a mente prima di disprezzare il lettore medio o dare tutta la colpa a chi compra in base a quello che dice la televisione.

Il successo di un titolo, infatti, non dipende da chi lo compra. Paradossalmente, dipende da quanto ci si spende per lanciarlo, soprattutto per promuoverlo. Questo aspetto è stato trascurato nel dibattito dei bibliofili, ma è importantissimo, perchè secondo l'ottica di chi comanda il libro è un prodotto, chi lo compra è un consumatore, e le corde del consumatore, non quelle del lettore, bisogna pizzicare. Fai un regalo, appaga la curiosità, scopri di che si tratta, non rimanerne fuori, DIVERTITI: sono argomenti a cui pochi di noi, in generale, sanno resistere. E c'è anche chi non ha fatto dei libri la sua vita, chi si interessa di altro, e non per questo è un idiota o un babbuino: leggere non è il suo campo, e si lascia manovrare come magari noi ci lasciamo abbindolare per le crociere, per sky, per le auto.

Secondo me la cultura con la cappa maiuscola non è e non sarà mai un aspetto di massa, non di questa massa. La competenza letteraria si acquista con tempo e fatica che non tutti hanno, e non è questo grande problema: spero che siate d'accordo con me, non ritengo un essere meno umano perchè meno colto. Ognuno ha la propria ricchezza, non pretendo che la mia sia la più valida.

Per finire, quindi, voglio fare a tutti i lettori, che giustamente si lamentano della mercificazione del libro, una semplice domanda: quanti di voi frequentano le biblioteche pubbliche

Giulia


Libreria "il Vascello"
posted by Studio83 @ 12:25 - lunedì, 29 ottobre 2007
Sono stata, lo scorso sabato, all'inaugurazione della nuova libreria per bambini "il Vascello", in via Casati 27 (Roma). In occasione dell'evento si è riunita una grande folla di adulti e piccini, che hanno partecipato alla presentazione e al successivo rinfresco.

Purtroppo non sono potuta restare molto a lungo (e ammetto che, al quindicesimo ragazzino che è venuto a rompersi il collo sulla mia tibia, mi sono allontanata a distanza di sicurezza), ma ho avuto il tempo di vedere l'interno del locale e non saprei come definirlo se non un amore!

La libreria è davvero graziosa, con tanto di piccolo soppalco destinato alle letture collettive dei bambini; benvengano iniziative intelligenti come questa, che forniscono ai più piccini uno spazio nel quale imparare ad apprezzare la lettura.

Insomma, appello ai genitori romani: se cercate un passatempo divertente ma istruttivo per i vostri pargoli, questa potrebbe essere un'ottima soluzione.

Elena




Al di là della neve
posted by Studio83 @ 19:06 - lunedì, 22 ottobre 2007

Rosario Esposito La Rossa, Al di là della neve - Storie di Scampia , Marotta e Caufiero editori, Napoli, 2007

I racconti di Esposito, più che parlare del quartiere, tentano di riprodurne sulla pagina vita e atmosfere, secondo un intento chiaramente mimetico. Con uno stile paratattico, espressioni dialettali e costrutti colloquiali, Esposito vuole dipingere, più che decifrare, ma riesce in un’impresa difficile: mantenere costante nella narrazione l’eleganza di fondo di uno stile coerente, che impedisce di confondere l'autore, cosciente dei propri strumenti espressivi, con un qualsiasi cronista dilettante.

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ARPANet: Eros e Amore
posted by Studio83 @ 16:35 - lunedì, 22 ottobre 2007

Una nuova iniziativa editoriale per ARPANet: fino al 6 gennaio 2008 ognuno potrà candidare i propri testi per la pubblicazione nella nuova collana double-face "Eros e amore".

Per maggiori informazioni, qui anche il 
comunicato in PDF della casa editrice!


CONCEPTS. MODA
posted by Studio83 @ 10:14 - venerdì, 19 ottobre 2007

AAVV, Concepts. Moda, ARPANet, Milano, 2007

I pezzi (ci sono anche dei componimenti in versi) sono abbastanza omogenei, e dietro la scelta compiuta dalla casa editrice possiamo scorgere un discorso coerente sull’importanza dell’abito dal punto di vista esteriore, ma soprattutto interiore, e sul significato che attribuiamo al modo di vestire noi stessi, alla ricerca di un’identità sfuggente.

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Non farmi male
posted by Studio83 @ 14:22 - giovedì, 18 ottobre 2007

Matteo Grimaldi, Non farmi male, Kimerik 2006

I racconti  di "Non farmi male" sono tutti molto brevi : questa caratteristica permette una grande incisività, soprattutto a livello emotivo, e sembra adattarsi anche allo stile narrativo dell’autore, estremamente conciso nel narrare e – nel bene e nel male – piuttosto avido di dettagli. “Non farmi male” trova in questa grande brevità la cifra stilistica di Matteo Grimaldi ma, al contempo, un’arma a doppio taglio pericolosa in quanto difficile da padroneggiare.

leggi la recensione


Orme Gialle
posted by Studio83 @ 21:16 - lunedì, 08 ottobre 2007
Se siete amanti del poliziesco e avete racconti di questo genere nel cassetto, il Premio Orme Gialle è quello che fa per voi - a patto che vi affrettiate: il termine ultimo per la consegna degli elaborati è il 31 ottobre prossimo.

Il genere giallo è qui inteso nella sua accezione più ampia: giallo classico, poliziesco, noir, mystery, thriller ecc. Gli elaborati devono essere inediti; ogni autore può partecipare con più racconti, pagando per ognuno di essi una tassa di iscrizione di 20 euro.

Gli elaborati dovranno avere una lunghezza minima di 5000 battute e una massima di 30000, spazi esclusi.

Trovate bando in pdf e regolamento sul sito di Orme Gialle... In bocca al lupo, mie care signore Fletcher!

Elena^^

in rosso per la nonviolenza
posted by Studio83 @ 18:26 - lunedì, 01 ottobre 2007

In questi giorni, in Birmania sta accadendo qualcosa di straordinario: dopo molti anni di dittatura militare, i monaci buddisti hanno scelto di prendere posizione contro il regime, sono scesi in piazza, e hanno dato il via a un crescendo di manifestazioni in difesa della libertà troppo a lungo violata. Dopo anni di persecuzioni, la gente ha manifestato e sta pagando con il sangue la rivendicazione della propria dignità.

Qui, intanto, nel mondo "avanzato" e "civile" che da più parti ha sostenuto guerre in nome della democrazia, tutto tace, o quasi. Alla blanda e disinteressata telecronaca di quello che sta succedendo fa eco il silenzio pressochè totale del mondo politico internazionale e i veti di alcuni membri permanenti dell'ONU a un intervento concreto.

In questo panorama sconfortante, penso che noi bloggers possiamo dare un piccolo segno della nostra solidarietà nei confronti dei manifestanti, ed esprimere con un piccolo gesto il dissenso (e il disgusto)verso il disinteresse imperante: esporre il colore rosso nei nostri blog e siti, il colore delle tuniche dei monaci che in questi giorni stanno risvegliando la coscienza di un paese intero.

Ho inserito nel template del nostro blog un banner che chiunque, se lo vuole, può copiare liberamente. Il banner linka il dossier Birmania a cura di PEACEREPORTER, interessante e istruttivo.

L'informazione è libertà. Coloriamo di rosso i nostri blog ed esprimeremo una voglia vera di democrazia. Laggiù in Birmania, certo, ma anche qui, dove non ci informano di niente e credono di tenerci buoni con le cronache da garlasco, erba e vattelapesca.

Spesso ci sentiamo scoraggiati, non sappiamo come cambiare, come migliorare: lontano da qui, della gente ha scelto di rischiare la vita per farlo, e questo può insegnarci che c'è sempre una via per far sentire la propria voce.

VESTIAMOCI DI ROSSO, E AUGURI AI BIRMANI!