Fantasmi di mezzanotte
posted by giuliaS83 @ 22:46 - giovedì, 29 novembre 2007

Lo so che è tardi, dovrei starmene a dormire con la borsa dell'acqua calda, E INVECE apro una notarella polemica. Io senza polemica non so stare, se non rompo i coglioni non sono contenta - non so se qualche scrittore tartassato se n'era accorto...

Ogni tanto vago per IBS, navigo a vista, un link dopo l'altro, in cerca di capolavori, di remainders, di fondi di magazzino, di saggi sulla talea delle bouganville, manuali di poesia e opere di narrativa varia. Tutto normale, siamo websurfer. Da qualche tempo a questa parte, IBS è stato preso d'assalto da lettori entusiasti, con le lacrime agli occhi dall'emozione per ciò che hanno appena letto. Fanno commenti commossi, chiamano all'armi, danno sempre e comunque 5/5.

Non fraintendetemi: è una cosa bellissima! Se non fosse che, sempre più spesso, le opere con millemila commenti e una media di 5/5 di valutazione sono opere nuove, sconosciute e di scrittori molto giovani - quelle di cui mi occupo anch'io, insomma, quindi un'idea di massima sul prodotto ce l'ho.

Sono vecchia dentro: ma io come lettrice ci penserei due(mila) volte prima di dare 5/5 a un'opera, qualsiasi essa sia, e come mera acquirente in cerca di un bel libro diffiderei di commenti tutti ottimi, tutti superfomentati, a qualche romanzo appena uscito di un autore giovane e italiano. Non perchè essere esordienti, italiani e giovani sia sinonimo di ignoranza o di incompetenza, dicendolo mi darei la zappa sui piedi dato che sono della categoria. Ma giovani e italiani (e spesso aspiranti scrittori a loro volta) sono anche i commentatori entusiasti, e la cosa mi puzzerebbe come minimo di amicizia preesistente (tramite blog, magari?), quando non di marchetta.

Se un tipo vi consiglia caldamente il libro di un suo congiunto, pensereste che il libro è un capolavoro solo perchè lo assicura il parente? Ecco, a me certe tirate entusiastiche ricordano molto la pubblicità spudorata di mio cuggino, che non capisce che tessendo lodi sperticate del novello Foscolo (o Bukowski) non gli fa un favore, ma lo copre di ridicolo. Chi loda imbroda.


Intervista a Monica Maggi
posted by giuliaS83 @ 10:43 - martedì, 27 novembre 2007

Per chi si trovasse nei paraggi, segnalo un incontro bibliofilo: il 1 dicembre presso la libreria Bibli (via de' Fienaroli, 28) a Roma, si terrà un incontro dedicato alla letteratura erotica, curato dalla Graphe.it Edizioni, nel quale si premieranno i vincitori del concorso letterario "EroticaMente ovvero l’inebriante sapore della vita"  e sarà lanciata  la collana "Afrodite", con la presentazione del romanzo "Paura" di Mariella Calcagno.

La letteratura erotica è un genere con una storia particolare, un po' in sordina, che oggi è in via di sdoganamento. Una scrittrice di narrativa erotica (anche poetessa, giornalista, insegnante e scrittrice mainstream) ha risposto per noi a qualche domanda sul suo lavoro, sulla sua vita e sulla narrativa di genere : ringrazio di tutto cuore Monica Maggi, brava e gentile, e invito i nostri lettori a visitare il suo blog, sempre pieno di notizie interessanti su reading, incontri e presentazioni, come quello di cui ho parlato.


 

"La poesia soffre di un mercato commerciale bassissimo, pur avendo, invece, un ascolto e un ritorno immenso. Lo vedo dalle folle (letteralmente) che si radunano ai reading di altri o miei."

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Dalla parte del torto
posted by giuliaS83 @ 10:04 - lunedì, 26 novembre 2007
Elisabetta Bucciarelli, Dalla parte del torto, Mursia, MIlano 2007



L’escursione umana e sociologica non è compiuta ai danni della storia di genere, e questo è il grande pregio di “Dalla parte del torto”: la carne al fuoco è tanta, ma non è indigesta, o fuori luogo. La Bucciarelli conduce bene il gioco dell’indagine e dei movimenti di accerchiamento del colpevole, svolti dalla polizia e dalla narrazione che non permette salti troppo affrettati e lascia ogni cosa a suo tempo.


leggi la recensione

Il romanzo di Elisabetta  Bucciarelli mi ha fatto venire voglia di parlare un po' di giallo e thriller, generi a torto considerati "bassi" o meramente "commerciali", sui quali invece c'è molto da scoprire (interessante l'intervento di Spinazzola) ... a breve un excursus giallista nelle "Lezioni di letteratura"!

anche gli editor piangono
posted by giuliaS83 @ 20:28 - sabato, 24 novembre 2007
Tempo fa ho partecipato a un concorso letterario con un romanzo che avevo appena terminato, ma non rifinito, e di cui non ero quindi  molto convinta (lo so che dicono tutti così *-* !). 

Infatti il mio piccino non ha superato lo "sbarramento" della finale, ciò mi ha confermato che non sono una dantessa alighiera rediviva... ripresami dalla rivelazione, leggendo gli annunci relativi al concorso ho scoperto che i partecipanti avrebbero potuto beneficiare del servizio di valutazione dei manoscritti, offerto dall'agenzia letteraria promotrice, con uno sconto. 

Decido che mi va: il romanzo ha proprio bisogno di migliorie, e un occhio clinico "esterno" serve  a qualunque scrittore (anche a me, che faccio la Torquemada con i piccini degli altri!). Perciò caccio senza storie  i 50 euro richiesti (la valutazione non scontata ne costerebbe 130).

Dopo un mese e spiccioli, l'agenzia mi invia per mail la scheda di valutazione del romanzo. Quando la apro, mi trovo davanti mezza paginetta in word. Metà della mezza paginetta, quindi un quarto della scheda totale, consiste nel riassunto del mio romanzo. L'altro quarto è la valutazione vera e propria:

Un’indubbia padronanza stilistica, unita ad una certa abilità nel delineare figure e caratteri, conferisce alla prima parte dell’opera un concreto motivo di interesse. Inoltrandosi nella lettura, emerge una tendenza, a tratti latente, talora ben più scoperta, alla ripetitività delle situazioni e alla stilizzazione dei personaggi. Lo svolgimento si fa prevedibile, i dialoghi tendono alla prolissità, la contestualizzazione spazio-temporale risulta piuttosto generica. La caratteristica determinante, il tormentoso rovello interiore della protagonista, svolto con finezza e spietata sincerità, finisce, alla lunga, con l’appesantire l’apparato narrativo, poggiando su espedienti che non brillano per originalità (qui c'è un esempio, N.) o divergendo su episodi che combaciano a fatica con il contesto generale (un altro esempio, N.).

... Embè? E poi? Dove cambio, quanto taglio? Dov'è l'inverosimiglianza (scrivendo, tutto mi sembra verosimile, dove lo trovo l'errore da sola?)? 
Questa non è una valutazione letteraria, ma il giudizio di un tema appuntato sul verso del foglio protocollo. Le nostre recensioni
GRATUITE di "Esordiamo!"  sono più accurate  (per la prova, basta linkare a lato e leggersene qualcuna a caso).

Eppure, la ragione non è TUTTA dalla mia parte: prima di pagare, non ho pensato a informarmi sul modo di lavorare dell'agenzia letteraria, sulla lunghezza delle schede e il loro contenuto. Alas! Che il mio sacrificio possa servire da insegnamento per i potenziali polli: l'ingenuità non paga, cioè, paga eccome, il problema è che non fa guadagnare...

Io resto così, col rovello, sapendo che qualcosa non va bene nel romanzo, ma non come riparare. Elena, aiuto!


La sindrome di Reinegarth
posted by giuliaS83 @ 22:46 - giovedì, 22 novembre 2007
Simone Maria Navarra, La sindrome di Reinegarth, Lulu 1995-2007



Simone Navarra è un nome da tenere a mente: una penna giovane e fresca, un’immaginazione brillante e un’ottima capacità narrativa fanno di questo autore una promessa nel grande parco degli esordienti italiani e nel panorama della narrativa di genere.

leggi la recensione

Colgo l'occasione  per introdurre l'argomento Lulu, su cui torneremo presto. In più occasioni (ad esempio al Litcamp di Torino) i responsabili della comunicazione di Lulu hanno specificato di non considerarsi una casa editrice, ma una piattaforma che offre dei servizi tecnici.

Ho una buona opinione di Lulu... personalmente tengo molto alle definizioni, ma comunque la vogliamo chiamare, Lulu è una realtà che si sta diffondendo. L'uso che se ne fa ne ridefinisce di volta in volta la funzione, nel senso che è diverso usare Lulu per stamparsi l'opuscolo dell'azienda, piuttosto che per la raccolta poetica che non ha avuto successo con nessun editore.
Il mezzo è il messaggio: in questo caso, possiamo aggiungere che i diversi contenuti contribuiscono a dare differenti fisionomie e status alla forma.

posted by giuliaS83 @ 14:29 - giovedì, 22 novembre 2007
"Per acquisire esperienza è necessario vivere, ma questo non vuol dire esplorare i bassifondi in cerca di storie atroci e violente, di avventure scabrose ed estreme, o anche semplicemente esotiche o insolite. Ogni esperienza, se assimilata in profondità, può essere abbastanza originale da diventare materia per un romanzo o per una poesia.
Ma per lo stesso motivo una persona che abbia vissuto esperienze più grandi e più profonde - e sottolineo che abbia vissuto, e non sia semplicemente andata in cerca di avventure esotiche a scopo letterario - ha più fonti di ispirazione e forse più saggezza e maturità di altri meno privilegiati.
"


Wallace Stegner, "Come si diventa scrittori" , Rosellina Archinto ed.

WONDER GIRLS
posted by giuliaS83 @ 13:59 - lunedì, 19 novembre 2007

Finalmente ho messo in pratica l'idea rivoluzionaria che mi frullava per la testa: ho creato due nuovi account, uno per me e uno per Elena, con cui potremo postare e commentare senza doverci firmare ogni volta. Considerato che sono la webmaster dell'associazione, devo dire che questa volta ho superato me stessa. Aiuto!



Oltre alla segnalazione "di servizio", ho qualche  altra notiziola.
Parteciperemo anche noi alla Fiera della Piccola e Media Editoria di Roma "Più Libri Più Liberi":  scrittori o lettori voi siate, segnalateci se passate di lì. Per ora, causa montagna di lavoro, non abbiamo preparato nulla, ma non escludo si possa organizzare un incontro chez Studio83.

Io sarò alla fiera per diletto, oltre che per lavoro,  dato che risulto tra i finalisti del concorso letterario "Aiutare i bambini CIFA bene". Dato che ho partecipato al concorso grazie alla segnalazione di Elena, devo ringraziare la sua attenzione e il suo instancabile editing!
Tutti coloro che avessero partecipato al concorso (mi auguro tanti, dato che l'iniziativa è benefica), potranno trovare la lista dei selezionati per la pubblicazione QUI. In bocca al lupo a tutti!

"Chi si loda s'imbroda": voglio riequilibrare la bilancia e parlare un po' della mia collega, in queste ultime settimane imbarcatasi in una carambola di imprese lavorative come editor ed esperta di comunicazione.
La mia vecchia sta collezionando un cursus honorum di tutto rispetto: è andata bene al Premio Italia, si è piazzata all'Alien, è stata pubblicata da Fantascienza.com (con relativi complimenti) e su Oltrecosmo, ha vinto la Sviccata,  è stata pubblicata dalla grande ROBOT e fa attualmente parte della giuria per l'ultima edizione della Sviccata. 

Voglio farle tantissimi auguri - e minacciarla di morte violenta se si azzarda a mancare al Premio Odissea: ha tutti i numeri per farcela, senza contare  "le ortopanoramiche... la genealogia dei cavalli..."


Intervista a Fabrizia Pinna
posted by Studio83 @ 17:08 - giovedì, 15 novembre 2007

Abbiamo intervistato l'autrice di "Per tutte le altre destinazioni", Fabrizia Pinna. La giovane scrittrice ha risposto alle nostre sei domande con franchezza, ci ha raccontato le sue esperienze e ha esposto alcune idee  che mi sembrano interessanti.

Un esempio: quando le abbiamo domandato qualche consiglio da dare agli scrittori esordienti, ci ha risposto: "Per scrivere, basta scrivere. Il resto lo devono mettere gli altri. Editori, Lettori, Librai".

Il punto di vista di Fabrizia, che considera negativamente la possibilità di pubblicare a pagamento, privilegia il percorso più "intimo", per così dire, dello scrittore, la cui preoccupazione deve essere in primis quella di scrivere - ovviamente bene e sempre meglio. La pubblicazione e gli eventuali allori non sono, dopotutto, di sua competenza, ma prerogativa e responsabilità degli operatori del mercato librario e del pubblico che decreta il successo o l'insuccesso dell'autore.

Molti autori, in particolare gli esordienti, svolgono un'intensa campagna di auto promozione, che va dalla ricerca di un editore, al pagarsi la confezione del volume, all'organizzare reading e presentazioni. Queste attività sono positive, spesso necessarie, in un contesto chiuso come quello editoriale. Però l'esperienza di Fabrizia, "notata" da Quarup prima che scrivesse l'opera pubblicata, è diversa e ugualmente positiva: spero che sia un incoraggiamento  per gli scrittori che coltivano il proprio talento, e ai quali interessi genuinamente la qualità del proprio lavoro, oltre che la possibilità immediata di pubblicazione.


Leggi l'intervista


"Esordiamo!" : update
posted by Studio83 @ 22:18 - martedì, 13 novembre 2007
Da quando l'abbiamo inaugurata, qualche mese fa, la nostra iniziativa "Esordiamo!" ha riscosso un buon successo tra gli esordienti, che ci hanno contattate numerosi, come dimostrano le tante recensioni  pubblicate.  Da parte nostra, siamo davvero contente che "Esordiamo!" stia andando così bene!

Vorrei cogliere l'occasione per ringraziare tutti gli scrittori che ci hanno contattate: per la fiducia che hanno riposto nel nostro giudizio, che spero sia stata ripagata con il nostro atteggiamento aperto, a volte un po' "rude",  ma sempre sincero e mosso dalle migliori intenzioni; non meno, per il riscontro che ci hanno dato in tanti, con email, PVT, telefonate e messaggi sul blog.

A fronte di una maggioranza di autori attenti e presenti, c'è stata una minoranza di scrittori "distratti": dopo averci contattate e aver ottenuto una recensione, non ci hanno fornito alcun riscontro, fosse anche l'avviso di aver letto ciò che riguardava loro, e spesso, nonostante le sollecitazioni, hanno preferito non commentare la recensione né linkarla o segnalarla in alcun modo.

Non nascondo di aver provato un po' di delusione. Il fatto che l'iniziativa sia gratuita non significa che non spendiamo tempo e impegno nelle recensioni, né che il nostro lavoro abbia meno dignità di una prestazione pagata.

Questi episodi, però, sono stati anche un'occasione di riflessione e un modo per cercare di migliorare il nostro servizio. Perciò, abbiamo stilato un breve regolamento, che ribadisce in modo più preciso i termini dell'iniziativa: in sostanza non c'è niente di nuovo, tranne una maggiore chiarezza che, spero, darà più certezza e serenità alle due parti e garantirà... amicizia lunghissima!

Ovviamente, il regolamento non è retroattivo: diventa valido per tutte le opere che da ora in avanti gli scrittori sceglieranno di inviarci.

Come leggerete, le condizioni dell'iniziativa privilegiano lo spazio del blog per i pareri e le opinioni degli scrittori. Voglio però ringraziare di nuovo tutti gli autori che ci hanno scritto email in forma privata, e ribadire che la nostra scelta di privilegiare dibattiti pubblici non toglie nulla, in alcun modo, alle loro manifestazioni di stima e ai saluti, che continuano a renderci supercontente!
 

Fogli e portafogli - II
posted by Studio83 @ 23:02 - mercoledì, 07 novembre 2007
Che dire... il mio post-fiume sui mali dell'italica editoria non ha avuto molto successo di pubblico... e dato che non posso concepire che la mia arte oratoria abbia fatto cilecca, me la prenderò con il mondo che non capisce niente (è una cosa che non passa mai di moda). Poiché nessuno ha risposto, inferisco che le biblioteche pubbliche sono poco frequentate.

Mi sbaglio? Ai posteri (o ai commenti) l'ardua sentenza... intanto l'UE pretende che l'Italia si adegui alle direttive comunitarie. Niente di nuovo, se non fosse che la direttiva in questione prevede il pagamento del prestito bibliotecario. Non mi sto spiegando male, è proprio così: è introdotto il principio di  “remunerazione degli autori e degli editori per i prestiti effettuati in biblioteca”, il nuovo incantesimo verbale: il prestito remunerato.

Parafrasando Beppe Grillo, discusso ma non fesso, quando il furto viene chiamato "contabilità creativa" e i carri armati "operatori di pace" è in atto un furto di parole. Le parole sono importanti, per questo la loro manipolazione è così diffusa, come nel caso della "remunerazione per i prestiti", una buffonata.
Vi invito a leggere l'articolo di Wu Ming 2 "Biblioteche fuorilegge", che pur essendo un po' datato (la questione del prestito a pagamento si trascina da qualche anno) è veramente illuminante. Bello anche il video di Dario Fo sul sito dedicato alla  campagna europea contro la tassa sul prestito: NON PAGO DI LEGGERE!




Nel post FOGLI E PORTAFOGLI, ho cercato di buttare un po' di carne al fuoco, ma quello che volevo far emergere è che è possibile un diverso modo di concepire il mercato librario ed editoriale.
Per blog, ho visto spesso il bannerino IO SUPPORTO LA PICCOLA EDITORIA DI QUALITA, e, pur considerandolo positivamente, ritengo che non sia affatto risolutivo della pessima situazione che ci circonda - ammesso e non concesso che l'esporre il banner si traduca poi in un REALE sostegno alla piccola editoria, e non in una semplice dichiarazione di intenti.

Una casa editrice non è "di qualità" per definizione solo perchè è "piccola", è cosa voglia dire "di qualità" è tutto da verificare. Per quanto attiene alla mia esperienza, moltissime piccole case editrici imitano di fatto le grandi, lanciano titoli a tutto spiano, incrociano le dita e sperano nel best seller.
Il progetto culturale che dovrebbe esistere dietro un catalogo editoriale,  nei fatti non c'è quasi mai. Oggi siamo in balia della politica del titolo singolo, slegato dal contesto, del concetto di "novità", che sta producendo danni su tutti i livelli della scacchiera: autoriale, editoriale, di lettura.

Sto delirando? Probabile. Però credo fermamente che un modo per dare una bella spallata al sistema sia quello di NON COMPRARE più niente: l'astensione del portafogli è più sovversiva di quella politica.
La musica non è morta con l'avvento del P2P, anzi, si sta modificando in un modo che per me è molto positivo. Perchè non provarci anche con i libri?

"L'Italia degli 8000 comuni deve diventare l'Italia delle 8000 biblioteche". Riuscite a immaginarlo? Belle come multicenter, ma libere dalla schiavitù del falso "libero mercato".
Smettiamola di pagare qualsiasi cosa e riprendiamoci il nostro diritto alla cultura!


Giulia