Una mappa sociologica del crimine con libri sui grandi casi regione per regione. E' il contenuto di una nuova collana della Mursia. 'Gialli italiani irrisolti', diretta da Gabriele Moroni, comincera' con i delitti lombardi e toscani. Secondo Moroni, 'il movente economico, la contesa per la 'roba', e' una costante di molti gialli lombardi, mentre passione e mistero prevalgono nei delitti toscani, che nascondono spesso torbidi retroscena'.

Notizia interessante... la Mursia ha già in catalogo romanzi gialli e noir (ne abbiamo recensito uno anche noi). A un'occhiata sul sito, i romanzi di genere sono però inseriti in collane più generali, come quella dei "Romanzi Mursia".
Una collana dedicata conferma il successo del giallo-noir nelle letture degli italiani e la vitalità del genere, alimentata purtroppo dalla cronaca che ci fornisce sempre nuovi spunti. La ripartizione regionale mi sembra molto interessante: spero che Moroni darà davvero spazio, oltre che alla qualità della scrittura, anche al fattore sociologico, e poco o pochissimo al morboso che, anche se può essere una componente importante del genere noir, applicata a casi di cronaca può sfociare nel cattivo gusto e nell'insensibilità.
Per finire un PS: capisco che chi scrive i comunicati stampa non debba per forza essere un luminare, ma ci vuole tanto a mettere gli accenti giusti al posto degli apostrofi? E' al posto di È (ricorre anche in minuscolo, e' ) purtroppo è un errore comune, ma comincera' è francamente orribile. No, così, lo so che sono una tigna, ma i tasti ci sono, perché non usarli?
Tuttavia, è anche un genere che ha un gran seguito di lettori e di autori (o meglio, quasi sempre autrici); volevo perciò segnalare un sito interamente dedicato al romanzo rosa e ai suoi appassionati, Romanzi Rosa Homage, che raccoglie e mette a disposizione degli utenti titoli, informazioni, curiosità e una mailing list.
Il sito è utile per aggiornarsi sulle nuove uscite, informarsi su quelle già sul mercato e farsi un'idea più precisa di cosa sia questo genere.
Colgo l'occasione per augurare a tutti un buon weekend, divertitevi e speriamo che il tempo sia splendido!
Sinceramente, le due cose non vanno PROPRIO di pari passo. La mia opinione riguardo il diritto d'autore dovrebbe essere nota, non è un concetto sbagliato in sé, ma l'uso/abuso che se ne fa è scandaloso e il mio invito è sempre quello: smettere di comprare libri.
Nel comunicato dell'iniziativa si parla anche di natura, ma in modo abbastanza vago, come è anche normale che sia data la vastità dell'iniziativa. Non sarebbe stato male, però, un accenno agli ebook e soprattutto all'apertura e alla condivisione delle conoscenze, un elemento che forse va contro il diritto d'autore, ma a tutto vantaggio della cultura.
Di giornate, anni, mesi e ricorrenze dedicate a scopi benefici ce ne sono a palate, ma senza il coraggio di scendere nel concreto e di promuovere un dibattito queste iniziative rischiano di svuotarsi.
Sul portale italiano c'è a disposizione un muretto virtuale nel quale selezionare la provincia che vi interessa e luoghi e modalità con cui volete scambiare i vostri libri. Rinnovo anche la segnalazione del raduno di bookcrossers che si terrà da 30 maggio al 2 giugno, segnalato dal portale. Oltre al raduno fisico, ci sono spazi virtuali nei quali la community può socializzare, come chat, forum e quant'altro.
C'è poi il sito ArciBookCrossing che si propone di diventare un punto di riferimento anche per discutere di libri e lettura; su RinaldiWeb, invece, c'è un simpatico bignami del bookcrosser, un manuale per il bookcorsaro italiano.
A promuovere il bookcrossing sono davvero in tanti, e continuiamo a sperare che questa iniziativa attecchisca sempre più!
La rivista "Internazionale", edita da Fusi Orari, è una delle migliori rassegne di stampa estera che conosco (con "Stampa e Regime" di Radio Radicale per i giornali italiani), e contiene "il meglio dei giornali di tutto il mondo": inchieste, reportage, articoli di scienze, cronaca, costume, pubblicati dalle migliori testate mondiali, nessuna delle quali italiana - sarà un caso? Internazionale ha intrapreso una bella iniziativa: una serie di incontri dedicati al giornalismo, che si terranno fino a giugno all'auditorium di Roma. Ecco la presentazione:
Un ciclo di appuntamenti con i grandi nomi del giornalismo internazionale per conoscere il mestiere dell'inviato, il metodo dell'inchiesta, le tecniche di scrittura, il mondo delle redazioni, direttamente dai protagonisti delle maggiori testate mondiali.
La cosa davvero bella è che potete trovare i podcast delle migliori lezioni QUI, scaricarli e ascoltarveli. Io ho iniziato ad ascoltare l'intervento di Amira Hass, giornalista israeliana che dà voce ai palestinesi e alle contraddizioni dei territori occupati, e mi sembra interessantissimo. Presto potrete ascoltare la voce di Marjane Satrapi, di Robert Fisk e di altri giornalisti degni di questo nome.
E sul sito della rivista c'è la possibilità di acquistare la rivista in PDF, di accedere ai blog della redazione e di leggere alcuni articoli già pubblicati. Uno di essi è "Imparare a leggere" di Nick Hornby, di cui l'Internazionale pubblica la rubrica settimanale di consigli "libreschi". Questo articolo conferma la mia teoria (non solo mia, a dire il vero, ma di una solida parte della comunicatà scientifica) che sarebbe meglio evitare i vaccini e far passare i nostri figli per morbillo, orecchioni e quant'altro. Ne guadagneranno in salute... e non solo!
(Ray Bradbury)

Wu Ming, immagine dello scrittore "senza volto"
Iniziative di questo tipo si sono diffuse su Internet anche a livello amatoriale, su siti e piattaforme che permettono a chiunque voglia di aggiungere un "pezzo" all'incipit dato, collaborando in gruppi più o meno coordinati alla creazione di romanzo.
L'altro giorno ne ho trovata una che sembra interessante, anche se, non avendo letto nulla di quanto hanno scritto, non esprimo giudizi sulla qualità del risultato. Il progetto si chiama Romanzo Totale ed è stato avviato dal collettivo Kai Zen. La particolarità di questa iniziativa non è solo l'anonimato e la pluralità degli autori ma la forma di "romanzo aperto", accessibile a chiunque voglia proseguirne la stesura. Naturalmente si avvalgono del copyleft.
In attesa di leggere qualcosa di questa interessante iniziativa, riporto una bella citazione di Cioran che ho letto sul sito dei Kai Zen:
Scrivere, per poco che sia, mi ha aiutato a passare da un anno all'altro, dato che le ossessioni espresse sono affievolite e, per metà, superate. Produrre è uno straordinario sollievo. E pubblicare non meno. Un libro che esce è la tua vita o una parte della tua vita che ti diventa esteriore, che non ti appartiene più, che ha cessato di opprimerti o logorarti. L'espressione ti diminuisce e impoverisce, ti solleva dal peso di te stesso, l'espressione è perdita di sostanza e liberazione. Essa ti svuota, dunque ti salva, ti priva di un sovraccarico ingombrante. (E. M. Cioran, Esercizi di ammirazione)
La maggior parte dei lettori "forti" è molto legata ai propri libri, anche materialmente, ed è giusto che sia così. Il libro è anche un oggetto, una "cosa", è bello sfogliare un'opera ogni volta che si vuole, vederla vegliare su di noi da uno scaffale; e vogliamo parlare della soddisfazione di una bella libreria carica e fornita?

i libri fanno sembrare più intelligenti...
Ma c'è anche qualche lato negativo. Primo tra tutti: i libri costano. E ormai qualsiasi consumatore, anche quello culturale, sa che dare i propri soldi a un produttore (uno di loro è qui sopra...) piuttosto che a un altro può essere anche una scelta politica. Inoltre, i libri occupano spazio! E, anche se si spera di no, alle volte i libri invecchiano, "passano", diventano inattuali o semplicemente ci stufano, non ci dicono più niente.
A tutto questo può esserci più di una soluzione. Quella che preferisco è legata allo scambio libero. Da molto tempo ho smesso di comprare libri per rivolgermi esclusivamente alle biblioteche pubbliche e ci ho guadagnato in cultura, in portafoglio, in spazio e in apertura mentale, perchè mi sono liberata dalla "schiavitù" del libro-oggetto, della smania di possesso di pagine che invece è bello far circolare, far leggere il più possibile.
Molti titoli della mia libreria saranno lì intoccati da anni, ma un libro per vivere deve essere letto! Ho cominciato anche a donare libri alle biblioteche, a scambiarli e a praticare un po' di bookcrossing.

...ma non sempre fanno miracoli.
Qualche tempo fa ho aperto una discussione nel forum di Biblogs, in cui proponevo uno scambio di libri entre nous. Sono stata un po' delusa, anche se ne capisco le ragioni, dell'insuccesso della mia proposta. La maggior parte dei lettori ha preferito non rispondere, come si fa forse quando si "disapprova", e l'unica che è intervenuta (grazie!), la scrittrice blogofila Kinsy, si è detta un po' indecisa, perché gelosa dei propri volumi.
Ma io rilancio e propongo a tutti alcuni link per ricominciare a parlarne! Il primo è il portale di BookMoch, il portale per lo scambio di libri usati con il claim: "nuova vita ai vecchi libri". Interessante!
Il sito Librinprestito, di cui hanno parlato alcuni giornali, è il sito di una lettrice che propone di inviare i propri libri a chi ne faccia richiesta, a due condizioni: che le venga rispedito entro un mese e mezzo e che contenga una traccia, un segnalibro, una dedica e così via, di chi lo ha avuto tra le mani. L'ho trovata una cosa bellissima.
L'ultima segnalazione riguarda la "fiera" dei bookcrosser italiani: si terrà a Genova dai 31 maggio al 2 giugno ed è aperta a chiunque sia curioso del fenomeno. Tutte le infornazioni sono QUI, invece "lì" trovate il bando del concorso letterario Bookcorsaro, che scade il 12 maggio e che prevede come premio... libri, che altro?, donati dai bookcrosser.
Insomma, al di là del prestigio della libreria in bella mostra e dell'affetto un po' maniacale verso un supporto culturale (lo stesso che porta i lettori a disprezzare gli ebook perché "la carta, il tocco, lo sfogliare..." per favore!) c'è un modo di vedere le cose diverso, di certo meno facile, ma che porta a una maggiore libertà dalle "cose" e a tante soddisfazioni legate allo scambio e al contatto umano. La cultura è anche questo!
La chiamo videorecensione, ma anche questa è una lettura, realizzata per Booksweb.tv in occasione del Giorno della Memoria.
Ho letto alcuni brani di un breve saggio di Nancy, filosofo decostruzionista francese. Il saggio affronta il problema della rappresentazione dell'orrore dei campi di concentramento, da molti definita impossibile, da molti altri stigmatizzata come blasfema o sacrilega.
Sarebbe impossibile riassumere la complessità delle parole di Nancy in un video di un minuto e mezzo, in cui mi sono limitata a scegliere i brani più evocativi, non quelli più esplicativi.
Per capirlo, Nancy va letto. La potenza del suo linguaggio metaforico ed evocativo è trascinante. La comprensione non è immediata, ma avviene per gradi, per questo è ancora più preziosa e altrettanto difficile da comunicare.
L'esperienza del campo, con la sua catena fordista di omicidi spersonalizzati, rende impossibile la possibilità stessa di rappresentare, più che un modo o un'immagine in particolare. Questo perché anche il campo in sé è un dispositivo di rappresentazione, ma organizzato e "messo in scena" per rappresentare la distruzione dell'immagine dell'umano.
Nel video ho scelto di mostrare immagini apparentemente prive di significato, la bruttezza squallida, quotidiana, banale, di Milano dalla mia finestra, e immagini di interni, tubi e grate, che possono essere dovunque e per questo diventano invisibili. Vi ho sovrapposto dei fotogrammi particolari: se leggerete per intero il libretto di Cronopio "Tre saggi sull'immagine", nel quale appare anche il saggio sui campi, capirete l'accostamento tra l'essenza dell'immagine e la maschera mortuaria.
Alcune delle fiabe più famose sono lette da un interprete d'eccezione, Vittorio DeSica. I video furono trasmessi nel 1961 ma, grazie a Internet, sono ancora qui oggi perché i bambini possano ascoltarle!
La pagina contiene le istruzioni per il download e l'ascolto... Se avete marmocchi nei dintorni, quindi, approfittatene!


