Racconti Mancini
posted by Studio83 @ 18:16 - sabato, 12 gennaio 2008
Dopo i molti esordienti che abbiamo letto e recensito, ci siamo dedicate questa volta al libro di un autore che, pur pubblicando per la prima volta narrativa in senso stretto, ha alle spalle una lunga e fortunatissima carriera come drammaturgo: Manlio Santanelli, con l'antologia "Racconti Mancini" (Guida Editori).

racconti mancini
Racconti Mancini, Manlio Santanelli, Guida Editore 2007






La costruzione dei racconti brevi e la loro strutturazione denotano una grande padronanza del mezzo, accompagnata da una profonda sensibilità e da un gioco di generi e maschere che convergono nel surreale,
pirandelliano
se vogliamo, senza che questo sia mai forzato o fuori luogo; il dramma che c’è dietro ogni storia è perfettamente palpabile allorché l’autore lo nasconde dietro un sorriso, dietro un umorismo amaro di rara bellezza.

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in: recensioni
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Commenti
#1   12 Gennaio 2008 - 18:29
 
Ne avevo sentito già parlare e mi aveva incuriosito... ora lo sono ancora di più!

Un saluto a tutti,

Giulio
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente DellaRocca

#2   13 Gennaio 2008 - 02:42
 
Ti consiglio assolutamente di leggerlo! :-)

E' un libro bellissimo, mi ha entusiasmata fin dal primo racconto; Santanelli è TROPPO bravo, davvero, me ne sono innamorata. Ce ne è uno in particolare ("Una volta non basta") che mi ha commosso fino a farmi piangere [e la cosa è stata imbarazzante, considerando che ero in metropolitana in quel momento...]; altri sono assolutamente geniali, altri ancora sono dolcissimi... Un'antologia coi controcoglioni, perdonate la definizione poco elegante! :-P
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente elenaS83

#3   30 Gennaio 2008 - 14:24
 
Libro di non perdersi, direbbe l'autore in questione.
Premesso, che amo le PS teatrali di Manlio Santanelli, storie imprevedibili con sviluppi ed epiloghi quasi sempre a sorpresa. L'autore non si smentisce neanche stavolta, pur cimentandosi su un terreno tutto nuovo per lui, la narrativa. Continua a stupire ed appassionare il lettore coi suoi racconti insoliti. Vera manna per i nostri cervelli. Ancora una volta, Grazie Santanelli!
utente anonimo

#4   30 Gennaio 2008 - 15:01
 
finalmente si respira in un autore napoletano un'aria europea.....santanelli sei proprio bravo!!!!Se fossi nato in Francia o in Inghilterra saresti famoso come Carla Bruni o Camilla Parker!
utente anonimo

#5   31 Gennaio 2008 - 15:03
 
Delizioso, acuto, cinico, divertente, dissacrante, emozionante....Dall'ottetto dei compagni di scuola, al congresso del medico con sorella volatile.
Santanelli è sempre una sorpresa al punto che non ci sorprendiamo più di sorprenderci.
Antonello
utente anonimo

#6   01 Febbraio 2008 - 12:21
 
Quella corrente d’ aria che oltrepassa i confini dell’orticello locale, della cronachetta italiota, del ruffianpsicosociopolitico. Scrittura che conquista quello spazio inattaccabile e segreto, riservato alle letture che aspetti di seguitare a leggere, a quel piacere tutto particolare con cui si leggono i grandi autori. Questo mi è capitato nel leggere Santanelli raccontatore. Ma non basta assolutamente. Ce ne vuole ancora.
Riccardo De Luca
utente anonimo

#7   01 Febbraio 2008 - 21:32
 
Semplicemente straordinario.
Ricco di idee originali e geniali.
Si legge in un'attimo, davvero bello e particolare.
Complimenti!
utente anonimo

#8   04 Febbraio 2008 - 07:59
 
interessante, il libro sembra essere davvero piaciuto...presto inizierò a leggerlo anch'io, Elena mi ha messo curiosità.
Ringrazio Riccardo De Luca e Antonello per essere passati a visitarci e anche per essersi firmati, e invito tutti a farlo, così ci chiamiamo per nome e non "l'anonimo del terzo commento a sinistra" !
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente giuliaS83

#9   06 Febbraio 2008 - 14:30
 
Quindici racconti “mancini” si susseguono tra paradosso e ironia e prendono forma attraverso la sapiente penna di Manlio Santanelli, uno tra i maggiori drammaturghi italiani contemporanei.
L’autore passa in rassegna con scrupolosa ironia alcuni “pezzi difettosi” dell’essere umano - mani, dita, naso, orecchie e denti - che diventano protagonisti indiscussi di un altrove reale.
Si passa dalla mano di Irene, mutila di tre dita, che provoca brividi tra i capelli dell’uomo amato; alle “aggambate” mani di Teresa; alle orecchie vacillanti prima a destra e in seguito a sinistra e a due disadorni fori nasali- due piccoli ani siamesi e agli occhi sghembi che neanche la chirurgia più avanzata è in grado di mettere in bilico, di un bambino decenne; alle rotule sorridenti di Agostino; alle unghie degli altri rosicchiate da Edivige; alla storia di XY con la donna dalla zaffata di cipolla la cui mascella superiore presentava una perfetta alternanza di spazi pieni e vuoti; alla liquefazione-sfigurazione del maestro Arsenio de Asmundis; fino all’insuperabile unghia - ritratto spiccicato di Humphrey Bogart- del pollice di Mario di Verso.
Una galleria di personaggi “mancini”, che inquieta i veri protagonisti e diverte il lettore, che tra realtà e follia riconosce le precarietà dell’era moderna.
Assunta Petrosillo


utente anonimo

#10   06 Febbraio 2008 - 15:13
 
...ci hai convinto... sei assunta!
giulias83
utente anonimo

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