Collettivi e romanzi aperti
posted by elenaS83 @ 12:09 - venerdì, 18 aprile 2008
Sentiamo spesso parlare di "autori collettivi" (Wu Ming eredi di Luther Blissett su tutti) e romanzi a più mani; la particolarità di questi progetti è la volontà di affermare una precisa politica d'autore, al di là dei romanzi in sé, che rema contro la diffusa immagine dello "scrittore star". L'autore-gruppo, o meglio il collettivo, raccoglie perciò più mani senza un volto ("Wu Ming" significa "senza nome" in cinese).



Wu Ming, immagine dello scrittore "senza volto"


Iniziative di questo tipo si sono diffuse su Internet anche a livello amatoriale, su siti e piattaforme che permettono a chiunque voglia di aggiungere un "pezzo" all'incipit dato, collaborando in gruppi più o meno coordinati alla creazione di romanzo.

L'altro giorno ne ho trovata una che sembra interessante, anche se, non avendo letto nulla di quanto hanno scritto, non esprimo giudizi sulla qualità del risultato. Il progetto si chiama Romanzo Totale ed è stato avviato dal collettivo Kai Zen. La particolarità di questa iniziativa non è solo l'anonimato e la pluralità degli autori ma la forma di "romanzo aperto", accessibile a chiunque voglia proseguirne la stesura. Naturalmente si avvalgono del copyleft.

In attesa di leggere qualcosa di questa interessante iniziativa, riporto una bella citazione di Cioran che ho letto sul sito dei Kai Zen:

Scrivere, per poco che sia, mi ha aiutato a passare da un anno all'altro, dato che le ossessioni espresse sono affievolite e, per metà, superate. Produrre è uno straordinario sollievo. E pubblicare non meno. Un libro che esce è la tua vita o una parte della tua vita che ti diventa esteriore, che non ti appartiene più, che ha cessato di opprimerti o logorarti. L'espressione ti diminuisce e impoverisce, ti solleva dal peso di te stesso, l'espressione è perdita di sostanza e liberazione. Essa ti svuota, dunque ti salva, ti priva di un sovraccarico ingombrante. (E. M. Cioran, Esercizi di ammirazione)


Lettori di tutto il mondo...
posted by giuliaS83 @ 11:36 - giovedì, 10 aprile 2008

...connettetevi!

Insieme a un refresh generale del blog, abbiamo inserito alcuni link che rimandano alle risorse disponbili in rete per lettori e bibliofili. I link Wiki sono irrinunciabili, e nelle sezioni EBOOK e AUDIOBOOK troverete una serie di archivi GRATUITI dai quali leggere, scaricare, ascoltare a piacimento centinaia di titoli.

Alcuni archivi, come quello dello storico Progetto Gutenberg, sono sterminati, altri più piccoli, ma comunque ad accesso libero. Molti archivi, specie per quanto riguarda gli audiolibri, sono messi su e gestiti da volontari, ai quali andrebbe un bell'applauso di encomio!

Se conoscete altri archivi online, risorse gratuite o MODI per un accesso alla cultura in forma LIBERA e APERTA, vi esorto a segnalarcelo tramite il link che ho inserito alla fine della lista. Noi controlleremo le segnalazioni e inseriremo gli aggiornamenti.

Inoltre, stiamo cercando risorse altrettanto sicure per quanto riguarda i libri usati, di cui ha già parlato Elena nel post precedente, e inseriremo anche alcuni collegamenti agli archivi OPA delle biblioteche pubbliche.

Insomma, non avrete più scuse per non farvi una cultura mostruosa!


IUS PRIMI LIBRI
posted by giuliaS83 @ 13:40 - martedì, 04 marzo 2008

La prima rivoluzione industriale avviene in Inghilterra all'inizio del '700 ed "esplode " dalla nascita delle enclosures, le recinzioni ai terreni demaniali che escludono piccoli contadini e pastori dall'uso della terra.


Si può dire che una cosa del genere avviene anche nel campo editoriale con la diffusione del diritto d'autore.
L'evoluzione del diritto d'autore va di pari passo con quella del mestiere dell'editore e del mercato librario, condizionato anche dall'alfabetizzazione e dall'industralizzazione. Il diritto d'autore è un'invenzione moderna e, giusta o meno che sia, è figlia della rivoluzione industriale che tanto ha cambiato la storia umana.

Il concetto è condivisibile - riconoscere lo status del creatore dell'opera d'ingegno -  ma nella pratica il diritto d'autore è usato come una recinzione che esclude chiunque non cacci i soldi, e tanti: niente "visione in pubblico", niente fotocopie, nessuna possibilità di citazione, niente lucro, niente "profitto personale" (è il decreto Urbani: se scarichi qualcosa poi non te lo vai a comprare e quindi hai un profitto personale. E si parla di sanzioni PENALI.)

Ora però viviamo nel bel mezzo di un'altra rivoluzione: quella dell'informazione. La circolazione libera dei contenuti sta oltrepassando il loro mercato, la condivisione prende piede sulla proprietà privata, tanto cara alle rivoluzioni industriali.

Anche il diritto d'autore "un fiorino!"  vive momenti difficili. Tutto iniziò con Napster: sembra un'eternità, ma non sono passati nemmeno dieci anni. I file musicali furono i primi a essere condivisi, seguiti dai video grazie alle connessioni a banda larga, e con l'avvento dei lettori  ebook (in Italia ancora da venire, per la verità...) possiamo trovare sul P2P moltissimi titoli da scaricare gratuitamente e leggere o stamparci per conto nostro. (Segnalo un post interessantissimo di Gamberetta riguardante la distribuzione gratuita degli ebook e i vari formati in circolazione: è una miniera di informazioni!)

È ovvio che una cosa simile non piace a tutti. La "pirateria" dei contenuti è equiparata al furto, e (in certi bei cartelloni che si vedono in certi megacinema) al terrorismo, "paura... eh?"
 Si invoca una regolamentazione di internet agitando lo spauracchio di pedofili, maniaci e (indovinate?) terrorismo, "paura... eh?"!
Più calano le vendite, più le voci si fanno grosse. L'anno scorso la Finanza ha arrestato per pirateria e violazione del copyright un gruppo pericolosissimo che usava un sistema di file sharing chiamato Cucciolandia... "PAURA eh?"


Ma le lobby sono lontane dalla vittoria: devono subire l'assalto di milioni di singoli utenti, che se ne sbattono del copyright e non giocano più secondo le regole arbitrarie imposte dall'alto. E funziona:

Chi ignora le regole della guerra, e fa la guerra, anzi in questo caso la guerriglia, fuor delle regole, contro le regole, anzi, del gioco, quasi sempre vince.

Non è un generale americano che parla di terrorismo, ma un brano sulle Cinque Giornate di Milano, da "Ai miei cari compagni" di Bianciardi. Ma è una regola sempre valida!

Più che remare contro una marea, quindi, molti si stanno rendendo conto che è il caso di cercare di ricavarci qualcosa in ogni caso: sulla rivista di  Altroconsumo leggo:

Musica online, QTRAX: un primo passo
La notizia è di quelle che fanno di certo piacere a chi chiede a gran voce la possibilità di scaricare legalmente musica dalla rete senza dover pagare. Negli States (per ora solo lì) ha aperto i battenti Qtrax, un sito che, in accordo con le major discografiche, (che hanno però di recente smentito) permette la distribuzione di file musicali via P2P in maniera gratuita grazie ai proventi della pubblicità.

Premesso che, se per ascoltare una canzone o vedere un video devo sciropparmi la pubblicità, continuo a scaricarmelo via BitTorrent, segnali come questo ci dicono che qualcosa si sta muovendo in favore del popolo dello sharing.


Parliamo di libri: è di oggi la notizia che Paolo Coelho incoraggia lo sharing dei suoi lavori, e ne LINKA le fonti dal suo sito ufficiale!  Secondo la sua esperienza, lo sharing non scoraggia le vendite, ma anzi è un ottimo mezzo di pubblicità gratuita. Questa è anche l'opinione di alcuni scrittori esordienti nostrani, come Giulio Della Rocca e Simone Maria Navarra, che basano l'autopromozione sullo sharing e la diffusione gratuita del loro Verbo. Inoltre, sempre più blogger e "creatori di contenuti" (comprese noi!) si affidano alla licenza Copyleft, che tra le tante opzioni può vietare l'uso dei contenuti a scopo commerciale mantenendone "aperto" l'uso, nella filosofia del P2P.

Come avvenuto per la musica e per i video, lo scambio libero di letteratura sta prendendo sempre più piede. E all'estero comincia a diffondersi la pratica di far girare gratis i libri, per poi far pagare ai lettori le presentazioni in libreria e gli eventi legati al romanzo, equivalenti letterari del "concerto". Ovvio che le inziative contrarie sono molte e anche pesanti (l'UE rischia di alzare NOVANTACINQUE ANNI la durata dei diritti d'autore, come in USA) ma i modi per contrastare i grandi interessi ci sono.

Supportare la piccola editoria? No: supportare le BIBLIOTECHE.
Le biblioteche, che sono le progenitrici del P2P, che sono troppo poche, e
costrette  a pagare una tassa sul prestito in favore indovinate di chi? Degli EDITORI.


Il denaro è l'anima del commercio e oggi "la politica si fa col carrello". Per cui BASTA COMPRARE. Punto. In Italia ci sono più di 8000 comuni, se ci fosse almeno una biblioteca per comune che acquistasse due o tre copie a titolo, molti editori vedrebbero triplicare i fatturati. E non mi si tirassero fuori discorsi del tipo: ma io il libro lo rileggo, il tocco della carta sotto le mani, la mia mega libreria... perché in tal caso vi meritate di essere salassati.