"Prima di dire..."
posted by giuliaS83 @ 14:21 - mercoledì, 25 giugno 2008

Oggi volevo pubblicare il terzo Punto Interrogativo, ma è sopraggiunta una questione più urgente, che mi preme dirimere prima di continuare con il nostro lavoro.


Partiamo dall'inizio: in un post di Riaprireilfuoco, il blog di Ettore Bianciardi e Marcello Baraghini, si parlava della casa editrice Kimerik. Sanny affermava di aver ricevuto una proposta di pubblicazione e chiedeva notizie sulla casa editrice.


Il mio contributo fu questo:

Tempo fa, ho avuto a che fare con uno scrittore che ha pubblicato con Kimerik e che, all'osservazione di un blogger, ha risposto di non aver pagato, a differenza di altri, perché la politica di Kimerik è chiedere i soldi alla maggioranza per investire su alcuni autori considerati più in gamba. Mi è sembrato un discorso piuttosto delirante, e i dubbi mi sono rimasti, in ogni caso lo riferisco per amore di cronaca.

Questo commento è rimasto lì per alcuni mesi, finché non è capitato sotto gli occhi della Kimerik. Il suo direttore editoriale, il dott. Natale, ha cercato di contattarci e mi ha scritto che pensava di querelarmi per diffamazione perché, cito dalla sua mail: "considerato che anche voi vi occupate di editoria pensiamo sia concorrenza sleale". Ho letto la mail stamattina, dopo qualche minuto sono stata contattata per telefono, e abbiamo avuto modo di parlare con più calma.

Secondo Natale, le informazioni da me riportate non corrispondono alla realtà, anzi, danneggiano l’immagine della casa editrice e hanno gli estremi per una querela, perché calunniose.
Io però ricordavo perfettamente di non aver fatto un’affermazione, ma di aver riferito parole di cui dubitavo persino, l'ho anche detto. Quindi sono andata a ritrovare, insieme al mio interlocutore, le parole “incriminate” dell’autore in questione: Matteo Grimaldi. Si rivolge a una blogger con cui era in polemica (il grassetto è mio):

 

Daisy, ti chiedo, hai letto il mio contratto editoriale? Evidentemente NO.
E allora dovresti sapere, ma se non lo sai te lo dico io, che la formula che una casa editrice adotta è diversa per ogni autore che decide di pubblicare. Dovresti sapere, ma se non lo sai te lo dico io, che se una casa editrice chiede soldi al novanta per cento dei suoi autori non è detto che li chieda a tutti. Dovresti sapere, ma se non lo sai te lo dico io, che quei soldi, oltre a garantire da eventuali flop, spesso una casa editrice decide di investirli su pochi altri autori scelti per svariati motivi: perché gli sono simpatici, perché scrivono bene, perché sono carini e sorridenti, perché ritiene che quel libro più di altri abbia insite ottime potenzialità commerciali, quello che ti pare, ma questi tipi qua non pagano. Questo per dire che una casa editrice andrebbe giudicata non tanto per la sua politica generale, quanto per la proposta che fa al singolo autore. È lui che deve decidere, ed è ingiusto accostare la proposta che è stata fatta a me a quella toccata alle vagonate di disperati che hai letto tu. E allora, come dice una nota canzone, “Pensa, prima di sparare pensa. Prima di dire, di giudicare, prova a pensare…” .

 

Queste sono le parole che mi hanno portata a scrivere cose che il direttore editoriale di Kimerik afferma essere categoricamente false. Può essere che lo siano, ma l’averle considerate attendibili mi sembra umano, poichè riportate da Grimaldi che, lui sì, il contratto di edizione lo ha letto.

 

Se però cliccate sul suo blog per leggere tutto direttamente lì, troverete il post opportunamente corretto, “ripulito” dal paragrafo che ho citato. Provate. La spiegazione può essere semplice: le mie parole erano imprecise, lo erano anche quelle di Grimaldi, e la Kimerik si è adoperata per eliminare affermazioni che ritiene non vere e foriere di danni.

 

In questo modo, però, mi si toglie la possibilità di rettifica: si elimina anche la ragione delle MIE affermazioni, magari basate su fonti non esatte, ma non calunniose, e con un perché. Per dimostrarlo, ringrazio la superesperta di google Elena e mi affido alla copia cache della pagina che riporta la versione integrale del post, quella che ho letto anche stamattina insieme al dott. Natale, per motivargli il mio presunto abbaglio. 

 

Scrivo questo post, dunque, per due motivi: per prima cosa, vado incontro alla richiesta di rettifica di Kimerik. C'era un motivo se ho scritto quel commento (nonostante l’intoppo della "cancellatura", l’ho dimostrato in tutta tranquillità) e non era un motivo tendenzioso o diffamatorio, dato che non ho interesse a danneggiare una casa editrice che non conosco. Mi sembra che alla luce dei fatti la cosa sia chiara e ampiamente dimostrabile. Il dott. Natale mi ha poi spiegato il modo di lavorare della Kimerik: è diverso da quello descritto da Grimaldi, e quindi da me, ma non sta a me riportarlo, dato che potrei commettere altre imprecisioni. Se ci terrà, Natale potrà spiegarlo in prima persona, senza rischio di altri travisamenti, nei nostri commenti o in quelli del post di Riaprireilfuoco o dove riterrà opportuno.

 

Il secondo motivo che mi porta a scrivere questa tiritera è che voglio specificare di nuovo i nostri obiettivi e il nostro modo di fare. Non siamo editori, non stampiamo nulla, non facciamo concorrenza alle case editrici in nessun modo, anzi ci lavoriamo insieme.

Ripeto anche quello che ho detto al telefono al dott. Natale: Studio83 non fa le crociate contro le case editrici a pagamento. Piuttosto, critichiamo chi stampa letteratura di bassa qualità, sia essa una casa editrice-capestro o una distribuita e recensita sui quotidiani nazionali.  Critichiamo anche chi approfitta della buona fede o della vanità degli scrittori in erba (che Grimaldi ha definito carinamente "vagonate di disperati", forse considerando il successo e il tipo di contratto l'unica variabile della qualità) ma non siamo in nessun modo in concorrenza, leale o no, o in conflitto di interessi con nessuno. 

Se leggo un buon lavoro, lo dico, il resto passa in secondo piano (a meno che il pagamento sia l’unico motivo che porta l’autore alla pubblicazione, in tal caso ci sentiamo in dovere di segnalarlo).
Questo l’abbiamo dimostrato nella stessa recensione del romanzo di Grimaldi edito dalla Kimerik, QUI (è la recensione originale pubblicata mesi fa, non l'abbiamo ripulita da nulla, noi, e l'abbiamo scritta nell'ambito "Esordiamo!", un'iniziativa a partecipazione libera,volontaria e totalmente gratuita). La nostra prima preoccupazione, l'impegno che ci siamo presi, è esprimere pareri letterari liberi e quanto più imparziali possibili. Se provochiamo un danno a qualcuno, scrivendo che un libro non è all'altezza di essere pubblicato, il problema è di chi lo ha pubblicato; se invece danneggiamo qualcuno con affermazioni che si rivelano sbagliate, siamo i primi interessati a riparare, e a rettificare quanto detto, in nome della chiarezza alla quale mi appello anche adesso.

Concludendo, spero di aver risolto la questione e che i diretti interessati, ovvero i "kimerikiani", siano più tranquilli: rettifico ciò che ho scritto nel commento al blog Riaprire il fuoco, perché basato su informazioni errate. Per quanto riguarda Grimaldi, sbagliare è umano e capita a tutti noi: però, ho da ridire sul fatto che abbia cancellato la parte "incriminata" del post, piuttosto che pubblicare una rettifica successiva, ci avremmo guadagnato tutti in chiarezza e serenità. Ma più che di regole, qui si parla di stile, che non si impone né si insegna.


Dopo "l'ultima partita a carte"
posted by giuliaS83 @ 17:59 - martedì, 17 giugno 2008

"Chi lo avrebbe mai detto che lo sarei diventato anch'io, un autore? Ma forse, in fondo in fondo, quando scrivevo in segreto il mio diario lo speravo. "

Mario Rigoni Stern, Asiago, 1 novembre 1921 – Asiago, 16 giugno 2008

in: diario
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ML-libri the day after
posted by giuliaS83 @ 09:48 - venerdì, 30 maggio 2008
Ieri sera sono andata come promesso al ML-libri per una ricognizione.
Sono arrivata con mezz'ora di ritardo rispetto a quello che avevo preventivato, perché come da tradizione mi sono persa nei meandri della Bovisa... nonostante ci abbia vissuto per due anni. Ma tutto è bene quel che finisce bene: sono arrivata, ho recuperato Cooman e siamo entrate.

La manifestazione è stata danneggiata dalla pioggia: i tavoli degli editori avrebbero dovuto trovarsi nel cortile, ma dato il tempo sono stati trasportati dentro, e hanno occupato le due sale e il corridoio accanto al bar. Si stava strettini, anche per questo c'era un po' di calca;  e dopo un giro veloce ho abbandonato il povero Zop ai suoi video... fortunatamente era in compagnia di altri palotini di Booksweb, e la mia forfait non ha dato problemi.

ML-libri era alla prima edizione, e a parte gli inconvenienti metereologici mi è parso un bell'evento. Promette bene per i visitatori, che hanno l'occasione di conoscere parte del panorama culturale della propria città, e anche per gli addetti ai lavori. Ieri ce n'erano moltissimi: oltre agli editori, molti agenti, editor e autori, tutti intenti a tessere rapporti sociali e di lavoro, che poi a volte è la stessa cosa.  L'atmosfera era indaffarata, movimentata... definire "rilassata" una kermesse milanese mi sembra troppo, ma ho visto molte facce sorridenti. Di milanese c'era anche un certo mood un po' radical-chic, con le passeggiate col calice vino in mano e il biliardino (o calciobalilla, non ho ancora capito la definizione esatta) piazzato tra i tavoli, ma anche questo è folclore.  Poi in fondo, in barba a biliardino e chic-radicalismo, anche lo stomaco vuole la sua parte, e il buffet degli aperitivi è stato preso d'assalto e spolverato come dopo un'invasione di locuste.  Tutto il mondo è paese!

Sedici anni fa...
posted by giuliaS83 @ 14:13 - venerdì, 23 maggio 2008

Oggi ricorre il sedicesimo anniversario della strage di Capaci. Furono uccisi il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta, Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani, in un attentato che fece saltare in aria un intero tratto autostradale.

Giornali e telegiornali ci rimandano le immagini di quei giorni, ci riportano le frasi di politici e capi di stato e le loro attestazioni di stima nei confronti di Falcone e di Borsellino, ucciso poco tempo dopo con un'autobomba. Eviterò di esprimere la mia opinione personale riguardo i suddetti capoccioni, per non urtare le idee e le convinzioni politiche di nessuno. Vorrei però linkare degli estratti del documentario "In un altro paese", di Marco Turco (purtroppo mancano gli ultimissimi minuti) di cui posto anche la prima parte. Questo per urtare tutti.

Buona visione.

in: diario
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Stanche ma felici
posted by elenaS83 @ 10:49 - lunedì, 12 maggio 2008
Il nostro lavoro alla Fiera del Libro si è felicemente concluso sabato pomeriggio. Abbiamo collaborato nuovamente con BooksWeb, questa volta per realizzare una serie di interviste a vari editori che vedrete on-line nei prossimi giorni. Abbiamo svolto anche varie attività collaterali più generalmente catalogabili come "pubbliche relazioni", e fatto come sempre molte nuove conoscenze. Il bilancio attuale è che siamo stanche morte ma felici, sono stati giorni faticosi ma davvero stimolanti e speriamo che il risultato sia all'altezza dell'impegno profuso.

Della guerriglia urbana paventata dai media a proposito della manifestazione anti-israeliana nessuna traccia, solo tante persone interessate ai libri, alla letteratura e al quesito ancestrale della Fiera: la bellezza ci salverà?
Possibile (ma anche no).

Dalla fiera del libro di torino...
posted by giuliaS83 @ 05:46 - sabato, 10 maggio 2008
...la bellezza ci salverà? Mmmmh...

A presto :-)

Alla fiera dell'est...
posted by giuliaS83 @ 10:04 - venerdì, 02 maggio 2008

Da un po' infuriano le polemiche sulla decisione di dedicare l'edizione 2008 della Fiera del LIbro di Torino a Israele.

Molte persone ignorano, o vogliono ignorare, la condotta discutibile di uno stato che non ha mai esitato a commettere crimini contro l'umanità e la democrazia che afferma di difendere. Vero anche, però, che a Torino sono stati invitati intellettuali che hanno sempre criticato la politica di Israele, e chiudersi nei confronti di un parere basandosi solo sulla nazionalità di chi lo esprime è una forma di razzismo anche quella.

Parallelamente alla fiera, ci saranno eventi e tavole rotonde sul problema palestinese promosse dal Forum per la Palestina e da movimenti che intendono contrapporre visioni differenti da quella dominante. Probabilmente ci saranno manifestazioni di protesta, contestazioni e boicottaggi... e BEN VENGANO! Sono ancora convinta di vivere in una nazione democratica dove la protesta è un'espressione di libertà, non di oscurantismo né di tirannia, come vorrebbero farci credere i soliti noti, più tiranni di tutti gli altri messi insieme.

Noi saremo in fiera, ma non ce la prenderemo certo con chi esprimerà il proprio parere (a meno che qualcuno voglia impedirci di entrare, nel qual caso gli passo sopra :-P), di qualunque schieramento sia. L'invito a Israele può essere un'occasione per riaprire la questione dell'occupazione e riparlarne seriamente , un po' come sta accadendo per il Tibet nelle olimpiadi di Pechino.

Voi che ne pensate?

UPDATE: linko alcuni pareri interessanti:

da Agenziaradicale.com. Lettera aperta dell'Associazione "Arabi Democratici Liberali" : alcuni intellettuali arabi criticano il boicottaggio alla Fiera

da NazioneIndiana.com : Intervista a Benny Ziffer, caporeddattore del supplemento letterario del quotidiano israeliano Haaretz (dove scrive anche Amira Hass). Ziffer ha promosso il boicottaggio degli scrittori israeliani al Salon du livre di Parigi e in questa intervista parla anche di letteratura.

Anche questo parere da lOccidentale.it mi sembra interessante, non lo condivido al cento per cento ma l'ho trovato fonte di riflessione anche riguardo l'atteggiamento italiano verso certe questioni. 

 In Blogosfere-cultura un assaggio del dibattito tra scrittori nostrani.


Primavera
posted by giuliaS83 @ 18:44 - venerdì, 21 marzo 2008
È arrivata la primavera, anche se un po' incerta e frescolina, e non posso che augurare a tutti di godersi questa bellissima stagione, la più bella, la mia preferita.


Come sempre ho rinfrescato la grafica per dare alla vostra lettura i colori più piacevoli e... azzeccati. Buona primavera a tutti!

papiri o prestampati?
posted by giuliaS83 @ 12:40 - giovedì, 28 febbraio 2008

Oggi copio: parlo di schede di lettura, prendendo spunto da due blog molto diversi tra loro, con opinioni opposte.



 

Sul blog della piccola casa editrice "I Sognatori", l'editore e autore Aldo Moscatelli afferma:
Sostengo da sempre che le case editrici dovrebbero spiegare a un esordiente i motivi per i quali non è possibile pubblicare un lavoro. Continuo a pensarlo, quindi gli autori dei lavori cartacei riceveranno una doverosa motivazione, che ad ogni buon conto altre case editrici non offrono.

Aldo è sempre stato orgoglioso di fornire responsi dettagliati a chi invia il proprio manoscritto; come scrittore è sempre rimasto deluso dai freddi prestampati di rifiuto.

Poco prima, però, scrive:

Da due anni inviamo agli scrittori che si rivolgono a noi una scheda di valutazione dell’opera.

Gratis.

Non si tratta di letterine prestampate con quattro righe in croce, ma di papiri che analizzano minuziosamente ogni aspetto del lavoro. Per scriverle impieghiamo delle ore, sottraendo tempo prezioso alla lettura degli altri testi. Per ottenerle da un’agenzia letteraria bisogna sborsare (se non vado errato) almeno una cinquantina di euro. Noi le forniamo gratuitamente, a chi ne fa richiesta.

Appunto! Le intenzioni sono lodevoli, l'onere enorme: il lavoro dell'editore è diverso da quello del recensore e del critico letterario.
La convinzione  che una casa editrice "dovrebbe spiegare" non la condivido affatto. Stilare una scheda di valutazione è una cosa lunga, impegnativa e MERITA di essere pagata come si deve!
Anche noi scriviamo "papiri", diversamente da vere e proprie agenzie letterarie che si limitano a pensierini da terza media per centocinquanta euro a botta. Ma ci concentriamo su quello, e pretendiamo un riconoscimento per la nostra fatica.
Quindi approvo il "giro di vite" di Aldo, che da ora in avanti pretenderà un compenso simbolico al suo lavoro:  l'acquisto di un libro dei "Sognatori".



Ecco infatti, chiaro e tondo, come la pensa un editor e lettore editoriale di certe pretese di attenzione, dal blog di Maura:

Dietro quelle lettere formali, che a un occhio inesperto o, mi perdoni, egoista, sembrano fredde, laconiche, impersonali e forse addirittura sciatte e offensive, c'è invece la cronica mancanza di tempo che affligge qualsiasi casa editrice, c'è la continua necessità di affrontare quotidianamente impegni diversi, c'è la stupefacente constatazione che la sorte di un libro tiene conto di mille variabili, sempre diverse, sempre imprendibili. Ed è a inseguire queste variabili che ciascun collaboratore, dall'ultimo arrivato all'editor, spende le sue ore.

Chi ha lavorato in una casa editrice sa che questa è la verità. Sa che molti "mittenti" non si curano di dare un'occhiata al catalogo, per capire da soli che un editore che pubblica manuali ha poco a che fare con un poema epico sugli Elfi di Squerez. Sa che arriva di tutto, compresi fogli sparsi e sgrammaticati senza nessuna cura.
Non sto facendo una colpa agli scrittori di voler essere pubblicati, ci mancherebbe! L'egocentrismo, però, le pretese immotivate e inconsapevoli, la petulanza, possono diventare una seccatura per un editor oberato di lavoro e per un piccolo editore distribuito solo online. Scrivere un romanzo è un lavoro molto faticoso, ma non per questo è l'unico lavoro che merita rispetto: su questo mi sembra che entrambi i blogger siano d'accordo, pur partendo da premesse diverse.

La conclusione? Mandate tutto, manoscritti e prestampati, a Studio83, e il motivo per cui siete stati cassati ve lo spieghiamo noi!


...ma non vi arrabbiate!

 


Alice nel paese dei Feed
posted by giuliaS83 @ 11:46 - lunedì, 25 febbraio 2008
Da qualche tempo, una domanda mi ronzava nel cervello: cosa saranno mai quelle macchie arancioni che ogni tanto appaiono alla mia vista periferica, quando navigo online?
Più precisamente:



...questa?

Non era esattamente un dilemma amletico, diciamo un mezzo pensiero svolazzante che sarebbe diventato una vera e propria domanda solo quando non avrei potuto fare a meno di ignorarlo ancora.

E il momento è giunto! Grazie alla solerzia killercritica di Gamberetta, anche il blog di Studio83 può sfoggiare la macchiolina misteriosa. La verità è che mi sto facendo una cultura sui FEED solo in questi ultimi giorni, e prima che sveli del tutto il mistero potrebbe volermici qualche altro giorno, qualche altro click via google e... magari qualche altro consiglio non ci starebbe male...