Ipse dixit
posted by giuliaS83 @ 10:29 - sabato, 28 giugno 2008
La fiera di Torino poteva essere un'occasione per approfondire la conoscenza della Romania, un paese i cui cittadini sono sempre più numerosi sul territorio italiano. Ma anche la Romania avrebbe potuto farsi più pubblicità. Ci sta provando attraverso le associazioni di rumeni presenti in Italia. Dovrebbe farlo anche attraverso i libri. Per diffondere la cultura rumena, perché gli italiani possano scoprire e ammirare i suoi autori e i loro libri.
Ultimamente le bandiere generano molti conflitti. Invece dovremmo guardarle con la stessa curiosità di un lettore che si avvicina a un libro e decide di aprirlo. Spalancando il cuore e la mente ai loro messaggi
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Mihai Mircea Butcovan, "Come bruciare un'occasione", da Internazionale n.744

Ipse Dixit
posted by elenaS83 @ 23:48 - sabato, 17 maggio 2008
L'immaginazione è una vera avventura. Guardati dall'annotarla troppo presto perché la rendi quadrata e poco adattabile al tuo quadro. Deve restare fluida come la vita stessa che è e diviene.

(Italo Svevo)

Ipse Dixit
posted by elenaS83 @ 09:38 - martedì, 06 maggio 2008
Ma un libro non è soltanto "mio" o "tuo", non rappresenta solo il "mio" contributo alla verità, il "mio" sforzo di ricerca della verità e la "mia" capacità di realizzazione lettararia. Un libro è un riflesso più o meno diretto, e più o meno contorto, più o meno alterato, della verità obbiettiva, e molto in un libro, anche all'insaputa dello scrittore, specie in un libro mancato, può essere verità rimasta grezza.

(Elio Vittorini)



PostScriptum

In questi giorni siamo occupate con i preparativi per la Fiera del Libro di Torino e non abbiamo avuto molto tempo per aggiornare il blog. Spero comprenderete e ci perdonerete per la temporanea latitanza... Stiamo lavorando per voi! :-P

Ipse Dixit
posted by elenaS83 @ 14:30 - domenica, 20 aprile 2008
Capite ora perché i libri sono odiati e temuti? Perché rivelano i pori sulla faccia della vita. La gente comoda vuole soltanto facce di luna piena, di cera, facce senza pori, senza peli, inespressive.

(Ray Bradbury)

Ipse Dixit
posted by giuliaS83 @ 11:12 - sabato, 12 aprile 2008
Buon sabato a tutti! Per il consueto appuntamento con l'aforisma letterario, ne propongo uno che andrebbe appeso sopra la scrivania, imparato a memoria e recitato come un mantra fino a raggiungere il nirvana dello scrittore (ovvero una critica positiva!):


Credi in te stesso quando scrivi; dubitane, come un nemico, quando ti rileggi.


Ugo Ojetti, "Il primo passo. Note sulla formazione di un giornalista-letterato"

Ipse Dixit
posted by elenaS83 @ 11:21 - lunedì, 07 aprile 2008
Vi amo, figli di puttana. Voi siete i soli che leggo, ormai. Voi siete i soli che parlano dei cambiamenti veramente terribili che sono in corso, voi siete i soli abbastanza pazzi per capire che la vita è un viaggio spaziale, e neppure breve: un viaggio spaziale che durerà miliardi di anni. Voi siete i soli che hanno abbastanza fegato per interessarsi veramente del futuro, per notare veramente quello che ci fanno le macchine, quello che ci fanno le guerre, quello che ci fanno le città, quello che ci fanno le idee semplici e grandi, quello che ci fanno gli equivoci tremendi, gli errori, gli incidenti e le catastrofi. Voi siete i soli abbastanza stupidi per tormentarvi al pensiero del tempo e delle distanze senza limiti, dei misteri imperituri, del fatto che stiamo decidendo proprio in questa epoca se il viaggio spaziale del prossimo miliardo di anni o giù di lì sarà il Paradiso o l'Inferno.

(Kurt Vonnegut, "Dio la benedica, Mr Rosewater")

ipse dixit
posted by giuliaS83 @ 19:41 - sabato, 29 marzo 2008

A chi tanto e a chi gnente!

Da quanno che dà segni de pazzia,
povero Meo! fa pena! È diventato
pallido, secco secco, allampanato,
robba che se lo vedi scappi via!

Er dottore m'ha detto: - È 'na mania
che nun se pò guarì: lui s'è affissato
d'esse un poeta, d'esse un letterato,
ch'è la cosa più peggio che ce sia! -

Dice ch'er gran talento è stato quello
che j'ha scombussolato un po' la mente
pe' via de lo sviluppo der cervello...

Povero Meo! Se invece d'esse matto
fosse rimasto scemo solamente,
chi sa che nome se sarebbe fatto!


Trilussa


Ipse dixit
posted by giuliaS83 @ 09:51 - sabato, 22 marzo 2008
"Chi ha da dire qualcosa di nuovo e di importante ci tiene a farsi capire. Farà perciò tutto il possibile per scrivere in modo semplice e comprensibile. Niente è più facile dello scrivere difficile."

Karl Popper (da Wikiquote)

Buona Pasqua a tutti!

bibliografia
posted by giuliaS83 @ 17:17 - sabato, 15 marzo 2008
Per la citazione di oggi mi ricollego a un post di booksweb, riguardante la vecchia arte di fabbricare manualmente i libri. Prima che la stampa a caratteri mobili prendesse piede, e che gli artigiani fossero soppiantati dagli stampatori, la fabbricazione manuale era l'unica tecnica a disposizione per la creazione dei libri, che perciò erano merce pregiata.... e oggi i libri fatti a mano tonrnano a esere oggetti di valore, proprio in virtù della scomparsa quasi totale dell'artigianato, che rende l'unicità qualcosa di rarissimo.

Donald McKenzie è uno studioso di bibliografia, e nei suoi saggi indaga sulle prime stampe, sui frontespizi e sul lavoro delle botteghe di stampatori. Noioso? Io l'ho trovato interessantissimo. Sentite qui:

"Per Mckenzie le attività strettamente congiunte della bibliografia e della storia de libro sono a buon diritto, tra tutte le attività di ricerca, quelle più ricche in senso umanistico, perché lo studio dei libri e di chi li ha prodotti porta necessariamente a occuparsi di comunità di compositori e stampatori, librai e fonditori, venditori ambulanti e autori, mecenati e cartai. Il contatto con editori, scrittori e  artigiani del passato e la consapevolezza dei processi creativi connessi richiedono da parte nostra umile rispetto e umana considerazione per i nostri predecessori che, come noi, hanno dedicato tutta la vita ai libri."

Michael F.Suarez, "Testimonianza allargata", in Donald McKenzie, "Stampatori della mente"

posted by giuliaS83 @ 09:57 - sabato, 08 marzo 2008
Nietzsche ha detto che ci vuole genio per "finire" - cioè per dare il tocco di inevitabilità alla conclusione di qualunque opera d'arte. Nell'arte della narrativa ciò è specialmente vero nel caso del romanzo, questo monumento costruito con lentezza in cui ogni pietra ha un suo particolare peso e una particolare spinta da sopportare e le cui fondamenta devono essere poste con un occhio alle proporzioni della torre più alta. Del racconto, al contrario, si potrebbe dire che la prima preoccupazione dello scrittore dovrebbe essere di come iniziare.

Edith Warton, " Scrivere narrativa"